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su facebook contro il cancro

Il 6 Novembre prossimo sarà la Giornata Nazionale sul Cancro. Se è vero che ormai la piazza comune è Facebook, è proprio su Facebook che l’AIRC (Associazione Italiana Ricerca contro il Cancro) è voluto approdare per portare avanti la propria attività di raccolta fondi per la ricerca.

Tre i progetti già in essere:

  • Pagina fans della AIRC ove vengono elencate le novità. Già oltre 40000 le adesioni;
  • Diventa ricercatore, una piccola applicazione con la quale firmare con il proprio volto le donazioni (anche con PayPal) all’associazione;
  • Ma tu come mangi, applicazione di valutazione per l’alimentazione ed i rischi conseguenti.

Il Cancro è una malattia sempre più curabile. L’impegno di tutti è un valore sociale. Facebook non poteva certo rimanerne al di fuori.

google: similar images

Si tratta del nuovo Google Similar Images, un progetto sperimentale che punta a SERP in grado di restituire all’utente tante immagini simili relative allo stesso soggetto. Oltre all’ottimo funzionamento già comprovabile, va notato il fatto il concetto di “similarità” non è una cosa troppo semplice da identificare.

 Google, in ciò, ha sicuramente fatto leva sull’analisi grafica delle immagini, un confronto tra le keyword della pagina ed un discernimento tra i nomi dei file. Ne esce un sistema affidabile in grado di identificare un soggetto, valutare l’immagine e quindi proporre un insieme di risultati frutto dell’analogia composta.

facebook: nuove regole

Nuove regole per future soluzioni di geolocalizzazione e informazioni più precise sul destino dei contenuti condivisi sul social network. Sono queste le principali modifiche che Facebook si appresta a inserire nelle proprie regole sulla privacy e sulla governance. Come già avvenuto in passato, gli utenti avranno la possibilità di esprimere la propria opinione in merito alle novità introdotte, offrendo consigli e suggerimenti ai responsabili del social network.

Le nuove condizioni d’uso sono state redatte con uno stile semplice e accessibile, distante dai precedenti documenti stilati con una impostazione maggiormente formale e burocratica. Tra le novità più interessanti presentate nella nuova bozza delle regole di Facebook spicca la possibile introduzione in futuro di un sistema di geolocalizzazione interno al social network, utile per condividere con amici e contatti la propria posizione geografica. «Informazioni sulla posizione.

Quando condividi la tua posizione geografica con altri contatti o aggiungi una ubicazione a qualcosa da te pubblicato, trattiamo questa informazione come qualsiasi altro contenuto che tu pubblichi (per esempio, è soggetto alle nostre regole sulla privacy). Se offriremo un servizio che supporta la condivisione della propria posizione geografica, ti offriremo la possibilità di scegliere se partecipare all’iniziativa o meno» si legge nel documento da poco messo a disposizione degli utenti del social network.

La proposta di modifica delle policy applicate da Facebook contiene una serie di informazioni aggiuntive sulla gestione dei profili, sulle impostazioni per la privacy a disposizione degli utenti e sulla differenza tra disattivazione e cancellazione di un profilo. L’aggiunta di un maggior numero di dettagli dovrebbe consentire agli utenti di comprendere meglio la gamma di opzioni a loro disposizione e dovrebbe anche rassicurare associazioni e autorità a tutela della privacy, spesso critiche nei confronti delle politiche messe in atto dal social network.

Un’ulteriore serie di modifiche e integrazioni alle attuali norme applicate da Facebook interessa le soluzioni per l’advertising sulle pagine comuni e dei profili. «Oltre 300 milioni di persone in tutto il mondo ora utilizzano Facebook. E ogni giorno se ne aggiungono di nuove. Per sostenere questa crescita e continuare a offrire un servizio gratuito in grado di collegare le persone e consentire di condividere contenuti con i propri contatti, abbiamo costruito un sistema di business che consente agli inserzionisti di condividere in maniera selettiva i loro messaggi promozionali. [...] Le informazioni che forniamo agli inserzionisti sono in forma anonima, ciò significa che non possono essere ricondotte a te in alcun modo. Per esempio, non diremo a un inserzionista che tu hai cliccato su un annuncio, ma potremmo comunicare che, su 100 persone che hanno cliccato su una data inserzione, 63 erano di sesso femminile» spiega Eliot Schrage, VP of Communication and Public Policy, in un post da poco pubblicato sul blog di Facebook.

La bozza sulla nuova policy riconferma e ribadisce con maggiore chiarezza alcune condizioni già poste in passato. I contenuti impostati per essere condivisi con chiunque, per esempio, possono essere visualizzati e utilizzati anche dagli utenti non iscritti al social network e non possono essere sempre rimossi in maniera definitiva: «L’impostazione predefinita per la privacy di alcuni contenuti inviati su Facebook è regolata su “Tutti”. Puoi modificare le impostazioni predefinite nella sezione “Impostazioni sulla privacy”. Se elimini un contenuto aperto a tutti inviato su Facebook, rimuoveremo tale informazione dal tuo profilo di Facebook, ma non avremo alcun controllo sul suo utilizzo al di fuori di Facebook».

Le novità sulla privacy e le condizioni d’uso proposte dal social network mirano a offrire una maggiore trasparenza e ad aumentare ulteriormente la fiducia dei tanti utenti che ogni giorno affollano le pagine di Facebook. I testi contenenti le regole – vecchie e nuove – sono stati riscritti, suddivisi per aree tematiche in maniera chiara e ove possibile semplificati. Gli utenti potranno ora esprimere la propria opinione sulle novità introdotte fino al prossimo 5 novembre. Consigli e suggerimenti saranno successivamente vagliati dai responsabili del social network, che provvederanno alla realizzazione di un documento finale contenente le nuove politiche per Facebook.

la consulenza informatica

Cogli i vantaggi dell’innovazione tecnologica senza correre rischi. Affida all’esterno la gestione degli aspetti informatici scegliendo professionisti.

Evirit adv fornisce servizi di consulenza informatica alle piccole e medie imprese, occupandosi di gestire in outsourcing la complessità tecnologica e la risoluzione dei problemi legati agli aspetti informatici.

Perché affidarsi ad un consulente esterno?

  • Perché difficilmente una piccola o media impresa dispone delle competenze informatiche necessarie ad affrontare complessi fabbisogni tecnologici.
  • Perché non sempre è possibile assumere all’interno del proprio organico professionisti qualificati e impiegarli in modo esclusivo in attività non-core.
  • Perché gli investimenti nella gestione delle tecnologie devono essere commisurati alle effettive necessità, senza sottrarre importanti risorse all’attività principale dell’azienda.
  • Perché tentare strade sconosciute o improvvisarsi “esperti informatici” rappresenta per l’azienda un rischio con costi altissimi, meglio affidarsi a chi da anni opera con professionalità nel settore, studiando e sviluppando continuamente nuove e moderne soluzioni tecnologiche.
  • Perché il mercato dell’ICT offre soluzioni innovative che apportano miglioramenti importanti alla gestione dei processi d’impresa e avere al proprio fianco un consulente informatico vi aiuterà a compiere le scelte giuste.
  • Quali vantaggi si possono ottenere?

    • Riduzione e flessibilizzazione dei costi, in particolare del TCO (Total Cost of Ownership – in italiano Costo totale dell’Utilizzo delle Tecnologie).
    • Nessun legame che vincola l’azienda sempre allo stesso fornitore hardware o software. Avvalendovi di consulente esterno e indipendente potrete infatti valutare liberamente tutte le offerte disponibili sul mercato.
    • Un rapporto chiaro e diretto caratterizzato da un linguaggio semplice privo di tecnicismi incomprensibili e superflui.
    • Un’interfaccia unica e altamente qualificata verso il mondo dell’ICT, in modo da riconoscere e sfruttare solo le migliori opportunità senza perdere tempo con interlocutori sempre diversi.
    • Riduzione o azzeramento dei rischi legati all’implementazione di soluzioni informatiche non compatibili e integrabili con i sistemi attualmente in uso.

    attenzione non è facebook!

    Una mail che annuncia la necessità di ridefinire la password su Facebook. Un mittente fasullo, un allegato maligno mascherato da documento contenente la nuova password. Si nasconde sotto questa nuova veste “social” un tradizionale schema di infezione.

    Una mail in arrivo. Un oggetto conosciuto, un tema che attira l’attenzione, un allegato. Nel testo v’è l’invito ad aprire l’allegato. Chi naviga sul Web sa che, quando lo schema è questo, l’ultima cosa da fare è aprire il file senza prima controllare la provenienza della mail. L’inganno, però, scatta quando si riesce a superare questa barriera psicologica e si porta l’utenza al click. Ciò che rende speciale un virus rispetto alla media è in questo processo, nelle modalità con cui si scatena la molla psicologica del click privo di precauzioni. Ed è questa la peculiarità della nuova versione del trojan Bredolab.

    Bredolab si presenta nelle caselle di posta con un “Password Reset Confirmation Email” che inevitabilmente attira l’attenzione poiché indica il reset della password su Facebook e la necessità di ripristinare l’account. Il testo approfondisce l’argomentazione dopo che l’oggetto ha attirato la curiosità dell’utente: «Hey, a causa delle misure intraprese per assicurare i nostri clienti, la tua password è stata cambiata. Puoi trovare la nuova password nel documento allegato. Grazie, The Facebook Team». Lo schema, quindi, è del tutto chiaro. Facebook però fa la differenza, perché rappresenta un marchio estremamente noto stuzzicando il click con l’annuncio della possibile sospensione del’account.

    Bredolab è in circolazione ormai da mesi e si è già riciclato sotto varie forme. Quella che fa leva su Facebook appare però come una delle più insidiose per un worm che nel mese di Settembre il Malware Protection Center Microsoft indicava ad un livello di pericolosità “severo”.

    La segnalazione del propagarsi della nuova versione giunge da MXLab, ove si spiega che la mail giunge da un fasullo “service@facebook.com” e propone un allegato del tipo “Facebook_Password_4cf91.zip” al cui interno è nascosto il file “Facebook_Password_4cf91.exe”. L’apertura porta all’installazione di quello che McAfee definisce come Bredolab.gen.a.

     

    ancora mutamenti per facebook

    All’inizio protestavano ad ogni cambio nell’aspetto del loro social network preferito. Adesso i membri di Facebook si sono ormai rassegnati e forse hanno anche cominciato ad apprezzare i continui mutamenti nell’aspetto grafico del loro network preferito.

    Venerdì una nuova sorpresa: il flusso, lo stream, gli aggiornamenti insomma che appaiono al centro della pagina sono stati divisi in due: da una parte le “notizie”, contenuti apparsi nelle ultime ore e dall’altra il materiale in tempo reale, aggiornamenti di stato, foto e altri contenuti che sembrano un po’ i “cinguettii” di Twitter. Come spiegano nel centro di assistenza del network e nella pagina istituzionale di Facebook, i primi rappresentano una sintesi delle cose più interessanti successe nell’ultimo giorno, i secondi mostrano man mano ciò che sta accadendo. Per passare da un punto di vista all’altro, basta cliccare sui pulsanti “Notizie” o “Mostra tempo reale” in cima alla pagina. Non è però l’unica novità.

    Facebook ha implementato infatti anche i “suggerimenti per aiutare gli amici”. Nella parte superiore destra della bacheca appaiono infatti dei riquadri che mostrano il grado di completezza del profilo di un certo contatto e invitano ad aiutare l’amico a fornire maggiori informazioni su di sé. In altri box appaiono i nomi di contatti con cui non si “dialoga” da parecchio tempo, con l’invito a riprendere la conversazione. Insomma l’utente viene sempre più stimolato a interagire col network, in una maniera che a volte  si può trovare perfino fastidiosa. In particolare, si possono trovare seccanti soprattutto i presunti “aiuti” agli altri utenti. Se il mio amico ha deciso di non completare il profilo, saranno fatti suoi… evidentemente ha deciso di limitare l’intromissione del sito nella propria vita ed è una scelta a mio modesto avviso del tutto legittima e rispettabile. L’utente  comunque può sempre decidere di non accogliere l’invito.

    customercare evirit

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    parola d’ordine: condividere! tiscali inventa la “social mail”

    Saremo in pieno Web 2.0 dove i social network la fanno sempre più da padrone, ma a volte si ha la sensazione che si stia un po’ esagerando. Potrebbe essere forse il caso di Tiscali che ha annunciato la nascita del servizio “Social Mail“.

    Social Mail sarà un’estensione del servizio webmail di Tiscali e prevede la possibilità di condividere i propri messaggi di posta, compresi gli allegati, sui social network più famosi come Facebook, Twitter, MySpace e tanti altri.

    Per chi teme della propria privacy niente paura, verrà solo condiviso il contenuto del messaggio e non gli indirizzi del mittente e del destinatario. In ogni caso personalmente trovo davvero eccessivo che si arrivi a condividere con il “mondo” la propria corrispondenza, ma oramai sembra che il concetto di social network si stia espandendo in ogni settore.

    I messaggi condivisi potranno essere comunque cancellati in ogni momento. L’email infatti verrà salvata in una sezione della webmail di Tiscali chiamata “posta condivisa”. Se decideremo di cancellarla, verrà automaticamente eliminata anche dal social network.

    dati: la sicurezza è il primo passo

    Le Pmi focalizzano sempre più l’attenzione sull’esigenza di proteggere i propri dati. Che sia l’attacco di un virus o “semplicemente” un hard disk corrotto, la perdita dei dati in una piccola impresa può comprometterne lo sviluppo non soltanto economico. Le procedure di backup, croce e delizia delle imprese, sono oggetto di numerosi monitoraggi da parte del piccolo imprenditore per individuare sistemi più innovativi e veloci per la memorizzazione e l’archiviazione dei dati.

    E’ consuetudine ormai, anche nelle piccole imprese, destinare all’Information Technology una o più risorse che svolgano prettamente ruoli di addetto alla sicurezza dei dati e della rete aziendale. Alle risorse si affianca il costante tentativo di ottenere un’ampia automazione dei processi IT, come backup automatici che registrano regolarmente l’intero contenuto dell’hard disk su nastri magnetici. Questo anche a causa del continuo aumento del Cybercrime (è stimato un furto d’identità ogni tre secondi).


    Molte imprese come Symantec hanno individuato il loro core business nella raccolta e analisi di dati di intelligence sulla sicurezza. Il Symantec Global Intelligence Network, raccoglie queste informazioni da un’ampia varietà di fonti tra cui oltre 40.000 sensori che monitorizzano le reti in più di 180 Paesi.

    Purtroppo, nelle Pmi il budget destinato al controllo rischi è particolarmente basso. Alcune imprese non utilizzano neppure un antivirus, altre non installano un aggiornamento da diverso tempo. Il rischio è elevato tanto per le piccole imprese quanto per le grandi multinazionali. E’ di qualche giorno fa, infatti, la notizia dell’attacco di phishing da parte di criminali informatici verso Google e Hotmail.

    Da uno studio condotto da Symantec è stato accertato che la maggior parte delle imprese non prevedono il cosiddetto test di Disaster Recovery a causa della mancanza di tempo e di personale e per non impedire l’interruzione delle attività ai dipendenti. Altro fattore determinante è il già citato budget messo a disposizione.

    lo sforzo è sforzo solo quando comincia a far male:soluzioni crm

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